Siccità o piogge continue: come comportarsi con il nostro giardino
25/05/2023

È innegabile che il clima stia cambiando. Alle nostre latitudini la conosciuta alternanza tra le 4 stagioni (autunno, inverno, primavera estate) sta cedendo sempre più il posto a due macro-stagioni (fredda secca e calda umida), molto più simili al clima tropicale.
Crescono lunghi periodi di siccità e violente manifestazioni alluvionali, con le conseguenze, anche tragiche, che conosciamo nei confronti della sicurezza delle persone in primis ma anche dell’agricoltura.
Nel nostro piccolo, siccità prolungate e piogge intense, anche escludendo situazioni pericolose, sono comunque nocive per giardini e orti.
Ci sono però delle attività preventive che possiamo operare per aiutare le aeree verdi a tollerare meglio questa alternanza atmosferica.

Siccità prolungata: cosa succede ad alberi e grandi arbusti

I primi danni che la siccità causa alle piante sono evidenti nell’avvizzirsi delle foglie, che in alcuni casi si bruciano e accartocciano, altre volte cadono prima della normale stagione. Solitamente, se poi innaffiata, la pianta è in grado d recuperare questi danni.
Tuttavia se la siccità si prolunga per molto tempo, su alberi e grandi arbusti intervengono segni di sofferenza permanente come una crescita minore o nulla, la perdita di alcuni rami che si seccano e, infine, la morte.

Danni visibili della siccità su alberi e arbusti:

1.I rami più alti si seccano, le foglie cadono e la chioma si riduce. Una siccità prolungata può causare danni permanenti e la morte della pianta.
2. Gli attacchi dei parassiti aumentano sia perché la pianta è più debole sia perché gli insetti amici (predatori dei parassiti) sono meno attivi.
3. La pianta si ammala perché si difende meno dai patogeni, non essendo più in grado di “compartimentare” gli attacchi, ossia di isolarli in una specie di “camera” separata dal resto della pianta.

Come attrezzare giardini e orti per la siccità?

Scegli specie adatte

Se siamo creando adesso il giardino è bene scegliere piante già di natura resistenti ai climi aridi. Vanno bene la lavanda, la verbena, la lantana e la dipladenia. Anche gli alberi da frutto sono adatti perché, con un elevato irraggiamento solare, producono frutti particolarmente saporiti. Naturalmente anche le piante mediterranee come agrumi, olivo, oleandro, ma anche rosmarino, che beneficiano delle calde temperature, sono perfette.


Protetti il terreno intorno alle radici della pianta

In ogni caso sarà necessario proteggere il suolo attorno alla pianta: il suolo nudo dilava rapidamente l’acqua delle piogge, soprattutto torrenziali, mentre la presenza di erba, fiori e arbusti contribuisce a catturarla con le radici e a trattenerla nel terreno.
Concima il terreno
Aggiungere ammendanti organici al terreno ne migliora la struttura e un buon strato di pacciamatura ci aiuterà a ridurre la evapo-traspirazione.

Divieto di innaffiare il prato

Quando, soprattutto nelle zone urbane, inizia a scarseggiare l’acqua, le amministrazioni comunali promulgano il divieto di innaffiare orti domestici e giardini.
Quando questo accade il manto erboso privato d’acqua inizia prima ad appassire e poi, superato il punto di avvizzimento, comincia l’ingiallimento totale delle strutture vegetali perché l’acqua viene utilizzata dalle piante per due funzioni vitali: la produzione di energia per la sopravvivenza e il raffreddamento delle strutture vegetali sottoposte al calore.

Il prato muore completamente senz’acqua?

Non sempre: talvolta alcune zone possono “ricacciare” appena tornano ad essere irrigate e le temperature si abbassano. Sicuramente lo stop vegetativo del manto erboso lo porta a un progressivo diradamento con inevitabile sviluppo di infestanti che hanno bisogno di molta meno acqua.

Cosa fare nel prato se non c’è acqua:

Lascia crescere il prato

Lascia l’erba ad una altezza anche di 10/12 cm. Così aumenta l’ombra alla base del filo e migliora la dissipazione del calore mantenendo il colletto dell’erba leggermente più fresco e limitando di conseguenza il numero di piantine che muoiono.

Tratta il prato con Zeolite in polvere

Bastano 10 litri di acqua nei quali disciogliere la zeolite pe trattare circa 100 mq di prato.
Questa polvere, dopo che l’acqua si è asciugata, crea una barriera ai raggi UV, limitando le scottature e diminuendo lo stress da caldo. Il prodotto va disciolto bene e distribuito con una pompa a irroratrice perché si posi su foglie e steli.

Utilizza teli ombreggianti

È un rimedio ben conosciuto negli orti del sud Italia e consiste nello schermare del sole le piante usando teli ombreggianti. Fate attenzione a tenerli sollevati almeno di 1 metro dal prato con paletti, tutori e tiranti.

Dry garden, il giardino secco (o giardino asciutto)

Dry garden significa letteralmente “giardino secco” o “giardino asciutto” ed è una tecnica che prevede di progettare il giardino con piante che hanno bisogno di poca acqua.

Che cos’è un dry garden e come funziona?

Il complesso delle tecniche impiegate per realizzare un giardino a basso fabbisogno idrico prende il nome di “xeriscaping”, un neologismo che fonde la parola greca xeros (“asciutto”) e l’inglese landscaping (paesaggismo). Obiettivo del dry garden è la creazione di un ecosistema quasi completamente autosufficiente, in cui le irrigazioni si limitano a pochissime bagnature di soccorso nei mesi più caldi. 
Posso bastare una o due irrigazioni nell’arco di tutto l’anno. 

Il terreno adatto a un dry garden

Un buon drenaggio è una condizione essenziale per la realizzazione di un “giardino secco” perché l’acqua, non deve ristagnare ma penetrare a fondo nel terreno fornendo nutrimento alle piante per lungo tempo.


Messa a dimora delle piante nel dry garden e irrigazioni

Il periodo consigliato per la messa a dimora delle piante da dry garden è generalmente l’autunno, per dar loro modo di sviluppare radici profonde nell’arco dell’inverno, approfittando delle piogge stagionali per garantirsi le risorse idriche di cui hanno bisogno. 
Le irrigazioni dovranno essere più abbondanti e frequenti (ma comunque rade) nel primo anno dalla messa a dimora, come da simulare l’andamento di un acquazzone estivo. 
Meglio irrigare al mattino presto in modo che lo strato superficiale del terreno rimanga bagnato per meno tempo (contro potenziali attacchi fungini). A questo scopo può essere utile anche la pacciamatura, che oltre a proteggere le radici dal gelo invernale e a limitare la proliferazione delle infestanti è anche ottima per impedire che il sole colpisca direttamente il terreno disperdendone l’umidità. Per la pacciamatura si può utilizzare il compost o la ghiaia.
Irrigando una o due volte in tutto l’anno la crescita delle piante rallenterà, rendendo poco frequenti gli interventi di potatura necessari. 
Quali piante usare in un dry garden
Ovviamente avremo bisogno di piante resistenti alla siccità e bisognose di poca acqua, che non sono solo le piante grasse, ma anche quelle tipiche della macchia mediterranea, le piante aromatiche come rosmarino, salvia e timo, gli arbusti mediterranei (come ad esempio l’oleandro o il corbezzolo), le graminacee ornamentali (come la Stipa tenuissima, la Koeleria glauca o la grande famiglia dei Pennisetum) e le piante da fiore tenaci e durevoli come la Gaura lindheimeri, le diverse specie di Gazania e la Lantana. 

Cosa succede invece se le piante ricevono troppa acqua

Piogge eccessive o innaffiature frequenti, invece, causano alle nostre piante altri tipi di problemi.
Le foglie diventeranno di colore verde chiaro, a volte giallo e con macchie marroni.
In generale la pianta perde di vigore.
Per “salvare” piante che hanno ricevuto troppa acqua possiamo spostarle in una posizione ombreggiata per aiutare le foglie stressate a mantenere l’idratazione nella parte fogliare. Se possibile preleviamo la pianta con tutto il pane di terra e liberiamo delicatamente le radici dal terreno bagnato, ponendola poi in un nuovo vaso con nuova terra. Se le radici sono ammuffite lasciamo asciugare la pianta all’aria per un paio di ore prima di rinvasare e se le radici presentano delle parti ammuffite (colore marrone e odore poco gradevole) leviamole con un taglio netto. Lasciamo poi la pianta senza acqua almeno per 3-4 giorni 


Troppa pioggia può causare problemi

Se il danno alle piante non è su esemplari in vaso ma in piena terra, conviene trattarle con un fungicida, tagliare le parti secche con forbici o seghe precedentemente disinfettati con alcool da farmacia, innaffiare con un biostimolante, prodotto che contiene nutrienti essenziali, e scavare trincee profonde (circa 30 cm) che aiutino a drenare l’acqua in eccesso.


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