Cura del prato
07/06/2023

La cura del prato si effettua soprattutto in primavera: da marzo in avanti è necessario concimarlo per fornirgli il giusto nutrimento dopo l’inverno e, in maniera progressiva fino all’autunno, dovremo intensificare i tagli e la manutenzione.

Terreno ideale per il prato

Il prato cresce meglio sui suoli sabbiosi ricchi di humus e argillosi o su suoli argillosi ricchi di sabbia. Apportando sabbia e humus è possibile arricchire il terreno.
Se vogliamo ridurre la quantità di acqua per l’irrigazione possiamo scegliere varietà di prato più resistenti.
I prati decorativi e quelli resistenti al calpestio richiedono più manutenzione, mentre i prati paesaggistici sono più facili da curare ma meno resistenti.

Concimare il prato

È consigliabile concimare il prato in una giornata in cui è prevista pioggia, in modo che il concime penetri nel terreno. Qualora non dovesse piovere dopo aver concimato, sarà opportuno annaffiare bene il prato, è inoltre sconsigliabile concimare in periodi di prolungata siccità e di sole poiché il fertilizzante può far bruciare il prato.
Gli elementi nutritivi fondamentali ad una crescita ottimale del prato sono:
•    Azoto: una concimazione azotata permette un migliore sviluppo della vegetazione (la crescita del prato)
•    Ferro: dona il colore verde al tappeto erboso
•    Magnesio: migliora la fotosintesi clorofilliana

Una prima concimazione va effettuata prima della semina, per preparare il terreno e rendere già disponibili gli elementi nutritivi al prato. Successivamente, per il mantenimento del prato vanno effettuate ulteriori concimazioni seguite da irrigazioni così da permettere lo scioglimento del concime nel terreno. 

Seminare il prato

È necessario seminare il prato in un periodo in cui non vi siano possibili gelate notturne e forti insolazioni.
Si inizia a seminare il prato quando la temperatura del terreno rimane costantemente sopra i 10/12 gradi per tutto il giorno e la notte. Dopo aver effettuato la pulizia e la concimazione del terreno stendiamo uno strato di 3/4 mm di terriccio specifico da prato contenente sabbia possibilmente riciclata e fibra di cocco/legno.
La semina andrebbe eseguita sempre usando un’apposita seminatrice da prato ma, nel caso in cui venga scelta una semina a mano, occorrerà fare attenzione a distribuire in maniera uniforme la giusta quantità di semi. Terminato lo spaglio del seme il terreno andrà rullato con appositi rulli da prato, per porre il seme bene a contatto del suolo, compattare il terreno ed evitare che pioggia e vento spostino i semi.
Ora non dovremmo fare altro che bagnare poco e più volte al giorno per tenere costantemente umido il terreno fino alla germinazione completa delle sementi che avviene in un periodo variabile da 5 a 10 giorni. Poi l’irrigazione sarà quotidiana fino a che l’erba non raggiunge l’altezza di 10 cm (circa 4 settimane).
Al raggiungimento dei 10 cm procederemo con il primo taglio.

Scegliere le sementi per il prato

La scelta delle sementi dipende da fattori come l’esposizione al sole e l’ubicazione geografica oltre che dalle aspettative estetiche desiderate: più si desidera un tappeto erboso fine, scuro e fitto più si deve essere disposti ad effettuare lavorazioni di concimazione, irrigazione e sfalcio.
Un altro fattore da prendere in esame nella scelta dei semi per il prato è la resistenza al calpestio.


Taglio del prato

Nei mesi di marzo e aprile probabilmente avremo già iniziato ad effettuare i primi tagli, ora dovremo intensificarli con cadenza (almeno) settimanale, per poi rallentare in piena estate (ogni 10-14 giorni).
Infine, in ottobre, quando l’erba smetterà di crescere, non sarà più necessario tosare il prato. 

Tosando regolarmente il prato si favorisce la resistenza del manto erboso. Se tagliata di rado l'erba cessa di produrre nuovi germogli laterali. Si formano quindi delle zone prive di vegetazione, la resistenza al calpestio diminuisce e malerbe e muschi iniziano a proliferare.

È importante non tagliare mai più di un terzo dell’intera altezza del prato, anche per preservare l’ombra alla radice e mantenere la giusta umidità del terreno.

Se l'altezza standard del manto erboso è di 40 mm occorrerà tagliare l'erba appena avrà raggiunto i 60 mm circa riportandola così alla sua altezza normale, recidendo un terzo della lunghezza totale dei fili d'erba. 
È preferibile procedere alla tosatura nel tardo pomeriggio, una volta cessato il caldo di metà giornata ed è essenziale rimuovere i residui d'erba tagliati, a meno che il prato venga tosato ogni tre-cinque giorni: in questo caso il manto erboso è infatti così corto che il materiale reciso ricade fra i fili d'erba e può essere lasciato a contatto col suolo utilizzando questa naturale pacciamatura come concime.

Lotta alle erbacce

Con l’arrivo della stagione calda anche le erbacce si sviluppano maggiormente (è il caso del miglio).
Se le erbacce hanno già invaso il prato, eliminatele a mano con un estirpatore. 

Eliminare le zone brulle

Se sul prato si formano delle zone brulle, coprite le chiazze con una miscela di semi sarchiando prima leggermente il suolo e concimando. Tenete la zona ben umida e proteggetela con un telo per orto.

Irrigazione del prato 

A giugno occorre iniziare ad annaffiare regolarmente il prato assicurandosi che l’acqua penetri in profondità nel terreno. Nei periodi più caldi l’irrigatore andrebbe lasciato nello stesso punto per circa 20 minuti, somministrando 10 litri d'acqua per metro quadrato. In questo modo sarà sufficiente annaffiare il prato ogni quattro-sette giorni (a seconda delle condizioni atmosferiche e climatiche).
La frequente somministrazione di piccole quantità d’acqua favorisce la formazione di radici in prossimità della superficie del suolo rendendo il prato più soggetto a seccarsi.

Quando innaffiare il prato

Il momento migliore della giornata per annaffiare il prato è la sera, dopo le 18, quando l'acqua evapora meno rapidamente: in questo momento le goccioline d'acqua cessano di creare il cosiddetto «effetto lente d’ingrandimento» che concorre a bruciare l'erba.

Scarificazione o aerazione del prato

Sono le operazioni di “pulitura” del prato da foglie e altri residui biologici depositatisi tra i fili d'erba soprattutto durante l’inverno, questo materiale soffoca il prato ostacolando l'assorbimento delle sostanze nutritive. 

La scarificazione consiste nel passaggio di lame verticali che penetrano di qualche millimetro nel suolo “pettinando” il prato. È un trattamento invasivo, quindi, sarebbe meglio eseguirlo solo una volta l'anno, in primavera, dopo la prima tosatura, oppure in estate fino a inizio settembre. 
Comunque si sconsiglia di scarificare dopo la metà di maggio perché una maggiore insolazione potrebbe favorire l’insorgere di erbacce.

L'arieggiamento, al contrario della scarificazione, è un processo delicato che “pettina” il prato solo in superficie con molle in acciaio. È possibile arieggiare in qualsiasi momento dell'anno, anche dopo ogni tosatura del prato.


Malattie del prato

Il prato è soggetto ad attacchi di parassiti e patologie fungine. 
Gli insetti dannosi per il prato attaccano prevalentemente le radici e il colletto delle piante, ma anche la parte completamente esposta all'aria: spodoptera, cicaline, afidi possono attaccare il prato e trasmettere virus e funghi. Contro gli insetti utilizziamo insetticidi specifici a seconda dell'insetto da controllare.


Infestanti 

Le infestanti possono essere a foglia larga o stretta.
Le infestanti a foglia larga sono dicotiledoni molto diversi da quelli che compongono il tappeto erboso, se tagliate ricrescono in pochi giorni (ad esempio la bellis perennis detta anche margherita, riforma il fiore in soli 8 giorni).

Le infestanti a foglia stretta sono graminacee molto simili a quelle che formano il prato; sono solitamente più robuste e a sviluppo invasivo, competono con le essenze che compongono il prato seminato. 

 
Difendere il prato dai funghi

Il prato può essere colpito da malattie fungine come l'Oidio, la Ruggine, il Marciume e le Macchie fogliari. 
Per combattere ogni patologia fungina ci sono prodotti specifici.
Oidio: utilizzare un fungicida antioidico a base di Penconazolo o un fungicida a base di Zolfo
Ruggine: utilizzare un fungicida sistemico a base di Tetraconazolo o un fungicida biologico a base di Rame
Macchie fogliari: utilizzare un fungicida biologico a base di Rame